Step #1: Robert Goddard e l'inizio dell'esplorazione spaziale

 

ROBERT GODDARD

Robert Goddard, nato il 5 ottobre del 1882 a Worcester, è il fautore del primo razzo a propellente liquido, il cui lancio nel 1926 segna l’inizio dell’era dell’astronautica.

Seppur ad oggi egli è considerato uno dei pionieri della missilistica moderna, durante la sua vita le sue idee rivoluzionarie non erano viste di buon occhio dalla maggior parte dei suoi colleghi ed erano sovente oggetto di articoli ridicolizzanti.

La sua passione per lo spazio sboccia in tenera età con la lettura di un classico della fantascienza “la guerra dei mondi” di H.G. Wells e con l’acquisto da parte dei genitori di un telescopio. Egli difatti inizia a studiare la dinamica dei razzi ancor prima della sua laurea al Polytechnic Istitute nel 1908 e dopo il dottorato scrive dal 1914 al 1920 "Un metodo per raggiungere altitudini estreme" il lavoro che ad oggi viene considerato uno dei caposaldi dell’astronautica. In questo trattato Goddard accenna, nelle ultime pagine, alla possibilità futura di un viaggio sulla Luna. Questa affermazione così rivoluzionaria per l’epoca suscita una reazione negativa da parte di molti mass media, tra cui il Time, che accusa Goddard di non avere le conoscenze liceali base della fisica, per cui nello spazio il volo è impossibile in quanto manca l’aria. Da questa esperienza Goddard riceve il soprannome di Moon Man, l’uomo lunatico, anche se egli anni prima aveva dimostrato sperimentalmente che in condizioni di vuoto un razzo può volare, compiendo senza saperlo il primo passo per la missilistica spaziale.

Grazie al suo temperamento solitario e le sue grandi ambizioni per il futuro Goddard non desiste dal suo intento. Dopo anni passati a compiere esperimenti coi razzi a propellente liquido e propellente solido, capendo la miscela più redditizia, quella meno pericolosa e la superiorità della miscela liquida rispetto a quella solida, egli riuscì a lanciare con successo, il 26 marzo del 1926, il primo razzo a propellente liquido, Kittyhawk. Il razzo di 3 metri si sollevò di 56 metri ad una velocità di 100 km/h e Goddard disse: "Quando il razzo si sollevò fu un momento magico, senza rumore o fiamme apprezzabili, come se volesse dire: Sono stato qui abbastanza, ora vorrei andare altrove, se non vi dispiace."

Robert Goddard davanti ad uno dei suoi progetti

La vita di Goddard continua con numerosi lanci, numerosi brevetti e col riconoscimento da parte di molti scienziati oltreoceano, tra cui Hermann Oberth, altro padre dell'astronautica. Egli riesce a superare la barriera del suono fino a 2500 metri di altezza e perfeziona gli elementi essenziali del razzo: il giroscopio e le pompe di immissione del propellente.

Dopo diversi anni dalla sua morte, avvenuta nel 1945, con le evidenze astronomiche e i passi avanti nell’astronautica, gli Stati Uniti riconoscono di aver avuto un visionario al loro servizio e di non averlo valorizzato. Dopo lo sbarco sulla Luna il New York Times scrive: “Ulteriori test ed esperimenti hanno confermato le scoperte di Isaac Newton nel diciassettesimo secolo, e adesso è assolutamente certo che un razzo può funzionare nel vuoto bene come nell'atmosfera... Il severo Professor Goddard potrebbe non apprezzare lo humor, ma di sicuro avrebbe accettato le scuse...”.


Fonti:

-(Torinoscienza): https://www.torinoscienza.it/personaggi/robert-hutchings-goddard

-(Britannica.com): https://www.britannica.com/biography/Robert-Goddard

-(Queryonline): https://www.queryonline.it/2021/06/15/robert-goddard-padre-dellastronautica-ovvero-quando-il-tempo-e-galantuomo/

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